L’incontro infinito

L’altra mattina, ripartendo dal mio nascondiglio nel bosco situato ad alcune decine di metri dalla tana delle volpi, l’ho incontrato. Il primo faccia a faccia dopo settimane di discrezione da parte mia, e probabilmente d’inconsapevolezza dalla sua. Poiché non lo sa, ma io l’ho visto crescere. Osare le prime uscite alla luce del sole, osservare incuriosito le mosche. Tendere imboscate ai suoi quattro fratelli e ruzzolare sul tappeto d’edera. Ho sognato con lui innumerevoli volte. Fino a quel momento, in cui il volpacchiotto ha preso il mio consueto sentiero, ma in senso opposto. Ci siamo fermati e sorpresi ci siamo guardati. Mi ha fatto il regalo di non fuggire… Al contrario, spinto dalla curiosità, si è avvicinato. Ancora e ancora. Fino a poco più di un metro. Dopo alcuni secondi infiniti, si è voltato ed è ripartito trotterellando nel bosco, fermandosi più volte per dedicarmi un suo sguardo. Una scena di pochi secondi che spazza via le decine di ore d’attesa infruttuose alle prime uscite dei volpacchiotti.   

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