Progetto di libro: Le lac aux oiseaux

Un fotografo appassionato, una zattera mimetizzata e numerosi attori piumati: presentazione de Le lac aux oiseaux, il mio libro fotografico previsto per settembre! 

Lac aux oiseaux - couv

Un lago in tre atti

Le lac aux oiseaux, ecco svelato quello che probabilmente sarà il titolo del mio primo libro fotografico previsto per il mese di settembre 2019. La pubblicazione è frutto di un lungo lavoro sugli uccelli acquatici del lago di Neuchâtel. Si tratterà di un libro d’arte di circa 160 pagine, stampato su carta opaca e in grande formato. Le foto avranno un carattere prevalentemente artistico. I brevi testi, che introdurranno questa sorta di messa in scena lacustre in tre atti, saranno unicamente in francese. La trama del libro e le storie saranno raccontate dalle fotografie e quindi comprensibili a tutti.  

Nell’attesa di presentarvi ufficialmente il libro, ecco alcune foto in anteprima.  

Un lavoro di squadra 

Affinché questa avventura a pelo d’acqua vada in porto, collaboro con la casa editrice La Salamandre, conosciuta in Francia e in Svizzera per la qualità delle sue pubblicazioni, in particolare i libri fotografici. Forse il mio giudizio non è obiettivo dal momento che lavoro a tempo parziale alla Salamandre 🙂 . Ma basta dare un’occhiata dal libraio per farsi un’idea delle pubblicazioni edite da questa piccola casa editrice naturalistica, come ad esempio Les arbres amoureux (F. Hallé, S. Hette e F. Hendoux, 2017), Le comportement des oiseaux d’Europe (A. Gariboldi e A. Ambrogio, 2018) o Martin, le pêcheur (E. Balança, 2018).  

La zattera

Gran parte delle foto del libro vengono scattate in un modo un po’ insolito. Per avvicinarmi agli uccelli acquatici, spesso lontani dalla riva, ho costruito un appostamento galleggiante: una sorta di zattera composta da una tavola di legno tagliata a forma di U, munita di galleggianti (bidoni o placche di polistirolo) e ricoperta da una tenda mimetica. L’apparecchio fotografico è fissato sulla zattera, mentre io, indossata una muta da sub, cammino sul fondo del lago. Semplice in teoria, un’avventura in pratica! La regola da non trasgredire è una sola: avere sempre un piede sul fondo, poiché se si alzasse il vento la tenda farebbe da vela e si finirebbe in mezzo al lago…
Scoprite alcune immagini della costruzione delle mie zattere nella galleria seguente: 

Un sentito ringraziamento a Gaëlle Monnat, la sarta che mi ha aiutato a confezionare le migliori tende mimetiche di sempre! 🙂  

Il fotografo

In questi anni ho preparato già cinque versioni sempre più perfezionate dei miei appostamenti galleggianti. D’estate come in inverno, navigo lungo le rive approfittando di tutte le condizioni che il lago offre:  albe rosse, crepuscoli dorati, bufere di neve, notti di luna piena, temporali, vento e pure lago ghiacciato. Ciò mi permette di ottenere une bella diversità di fotografie per Le lac aux oiseaux.
In inverno, per resistere nell’acqua gelida, metto un paio di calze supplementari per ogni grado di temperatura perso dal lago. In gennaio, con l’acqua a 4°, indosso quattro paia di calze, oltre alla sottomuta in lana e a tre strati di ghette termiche (tipo Odlo). Nonostante la tenuta da astronauta, le uscite fotografiche durano al massimo due ore, dopodiché il freddo diventa troppo pungente, mentre anatre e folaghe se ne stanno lì, con le zampe nude, senza batter ciglio. 

Grazie mille a Jean-Luc Wisard per il making of fotografico !

L’esotico a chilometro zero

I laghi dell’Altopiano svizzero sono un paradiso per gli uccelli acquatici. Il lago di Neuchâtel è riconosciuto in particolare a livello europeo per la sua importanza quale zona di svernamento per anatre, fistioni, morette, moriglioni e altre numerose specie. Ogni anno le sue acque ne ospitano varie decine di migliaia. In primavera e in autunno, le sue rive accolgono numerosi migratori che fanno scalo per riprendere le forze prima di proseguire il loro viaggio, mentre altri uccelli acquatici si riproducono nei suoi canneti, nelle sue paludi o nei suoi porticcioli. Uno specchio d’acqua semplicemente perfetto quindi per il mio progetto: gli attori arrivano sul palco dall’Africa, dalla Scandinavia e da altri paesi, non mi resta che aspettarli con la mia zattera senza percorrere chilometri e chilometri per avvistarli. Ne consegue che il 90% delle fotografie de Le lac aux oiseaux sono state scattate a meno di 2 km da casa mia e su di una superficie di appena 5 ha. Una belle storia che nasce e si svolge quasi sull’uscio di casa.

Per eventuali domande o commenti, contattatemi via email. Grazie! 


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